Il miglior zafferano del mondo. Dal 1317

L’Archivio di Stato dell’Aquila possiede una cospicua documentazione relativa alla produzione di zafferano e a molti eventi ad essa connessi.

Il documento più antico relativo al commercio dello zafferano è un diploma di re Roberto del 28 Marzo 1317.
Con tale diploma si ordina ai secreti d’Abruzzo e ai loro ministri che i mercanti aquilani di zafferano non siano gravati da un pedaggio straordinario.

 

 

 

Numerose famiglie illustri che avevano fondato la città de l’Aquila diedero vita a un mercato internazionale di questa spezia che nel Rinascimento divenne addirittura centrale per l’economia dell’intera area, delizia delle tavole di nobili e regnanti in tutta l’Europa. Tanto da venir definita “oro rosso”.

La coltura ebbe in seguito un declino progressivo fino quasi a scomparire del tutto nella seconda metà del secolo scorso.

Fortunatamente, all’inizio degli anni Settanta, un piccolo gruppo di coltivatori ricominciò la coltivazione di un fiore che rischiava di essere perduto per sempre, recuperando contemporaneamente anche le antiche tradizioni di lavorazione.

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